L’ora è tarda. Il corridoio vuoto. Non c’è nessuno tranne che un giovane dalla felpa bianca un po’ troppo grande, con lo sguardo vacuo. Dall’altra parte del vetro Gigi Roncacci, quarantacinque anni, appoggiato su di un gomito, il nulla come inchiostro sui suoi occhi, cerca disperatamente di vivere. Non vi riesce.