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venerdì 20 aprile 2012

Un po' uno schifo.

E' più o  meno la definizione che darei a questi quattro giorni a partire da inizio settimana, con una marea di roba da studiare su cui non ho potuto nemmeno buttare l'occhio a causa della...mmm, si definitivamente la peggior irritazione gastrica della mia vita. Di quelle brutte brutte che ti stendono a terra per almeno tre giorni con le fitte lancinanti.

Fondamentalemente lo schifo era questo (Capito Michè? ;D), ma poi c'erano anche gli pseduo poemi che avevo scritto durante la malattia che erano fondamentalmente ridicoli e che ho cestinato una volta ripreso il senno.

Schifo che poi tanto schifo non è, anche perchè so che nonostante non la passerò di certo liscia nei prossimi giorni, le buone notizie ci sono e ne sono molto sollevato. E poi qui sul blog ho da poco superato le 4000 visualizzazioni, che insomma non dico che sono una cima, però alla fine la cosa ti rende felice in ogni caso.

Un saluto dunque, sperando che questa cosa passi presto e che possa tornare a mangiare in modo umano in breve tempo (maledetto cibo londinese).

Ciau!!!

venerdì 13 aprile 2012

Fogli Sparsi #2: La prosopagnosia

La Prosopagnosia (conosciuta anche con il termine anglosassone "face blindness") è un singolare disturbo percettivo, che consiste nella parziale o totale incapacità di riconoscere i tratti facciali
Una persona affetta da Prosopagnosia trova serie difficoltà, se non addirittura una totale impossibilità, nel memorizzare i volti delle persone. Persino degli amici o dei parenti.
Gli scienziati stanno cercando di carpirne le origini e le effettive ripercussioni sulla nostra conoscenza dell'apparato cognitivo.
Inizialmente si pensava si potesse trattare semplicemente di un danno al sistema cerebrale causato da un trauma cranico o da uno shock, ma recentemente si è scoperto che esso potrebbe essere frutto di un fattore congenito.

I soggetti sottoposti al controllo della prosopagnosia hanno rivelato un interessante caratteristica: messi di fronte a una sequenza di immagini raffiguranti volti umani ed oggetti, essi non erano capaci di ricordare e catalogare primi, mentre non trovavano nessuna difficoltà con i secondi. Questo ci induce a pensare che il corpo umano analizzi le struttura della faccia in un modo del tutto diverso da come analizza gli oggetti e le comune forme geometriche.